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Masterpiece
Sulle Tracce Della Meraviglia

Raffaele Quattrone accompagna il pubblico in un viaggio artistico alla scoperta di alcune delle più suggestive opere d'arte contemporanea degli ultimi decenni. 

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UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELL’ARTE CONTEMPORANEA

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Raffaele Quattrone ci accompagna in un viaggio alla scoperta della storia dell'arte contemporanea. Un viaggio in 5 tappe in ognuna delle quali si parlerà di un tema particolarmente rilevante che accomuna la poetica di 2 straordinari artisti, protagonisti di quella specifica tappa. Gli artisti selezionati sono tutti caratterizzati da un messaggio forte, una caratteristica essenziale nel periodo pandemico che abbiamo vissuto. 

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MASTERPIECE
 

A partire dal 1700 si diffonde nell’Europa continentale tra i ricchi aristocratici europei l’abitudine di effettuare un viaggio destinato a perfezionare il loro sapere. Si trattava di un viaggio di iniziazione dove si apprendeva con l’esperienza diretta del luogo visitato, con lo scambio intellettuale e culturale diretto. Non solo rampolli aristocratici ma anche scrittori, pittori, architetti scelsero di intraprendere questo viaggio vivendo il Grand Tour come una sorta di museo all’aperto. L’Italia e Roma con il suo racchiudere passato, presente e futuro ne diventano una tappa obbligatoria.

Nato in piena pandemia, in un periodo quindi nel quale era vietato viaggiare, MASTERPIECE. Sulle tracce della meraviglia è un viaggio, una scoperta dell’arte contemporanea internazionale scegliendo come base Roma e quindi l’Italia in quanto realtà ancora contemporanee capaci di influenzare presente e futuro. In questo percorso Raffaele Quattrone che ha scritto il progetto con il supporto di Alessandro Moreschini e Livia Savorelli ha coinvolto Piero Passaro come regista ed ideatore del progetto visivo, Francesco Quiriconi per le musiche originali e poi Associazione Nazionale Sociologi - Dipartimento Emilia Romgna, Espoarte, Contemporary Art Magazine,  Hotel de la Ville (Rocco Forte Hotels), ikonoTV, Associazione Nazionale Sociologi - Dip. ER, Real academia de Espana en Roma, oltre ad una serie di realtà italiane portatrici della filosofia del Made in Italy nel mondo e di riviste di arte contemporanea che hanno accettato di diventare media partner dell’iniziativa (tra questi Art a part of cult(ure), Artapp, Artuu Magazine, Exibart, Frammenti Rivista, Insideart, Yogurt Magazine, Segno).

“La meraviglia è il sentimento di stupore e sorpresa suscitato da una cosa o da una situazione nuova, straordinaria o inattesa. È vista storicamente come un aspetto importante della natura umana essendo in particolare collegata alla curiosità e alla spinta all’esplorazione intellettuale”, Philip Fisher, Wonder, the Rainbow and the Aesthetics of Rare Experiences, 2003.

 

È questo il sentimento che anima il progetto dove alcuni giovani attori (Stefano Paiano, Giulia Santullo, Arianna Sarghini, Carola Tangari) definiti “Amici di Masterpiece” e guidati da Quattrone in qualità di curatore/presentatore iniziano un viaggio alla scoperta della meraviglia attraverso la pratica artistica di dieci artisti internazionali che hanno collaborato direttamente con Quattrone alla scrittura degli episodi (ad eccezione di Felix Gonzalez-Torres in quanto deceduto nel 1996). Il linguaggio è un linguaggio semplice, quotidiano così come il look dello stesso Quattrone che si presenta come il “ragazzo della porta accanto” e non come il presentatore preciso e formale. Lo scopo è quello di avvicinare al mondo dell’arte contemporanea il pubblico generalista che normalmente guarda la TV e che non sempre ha gli strumenti per poter seguire un discorso troppo tecnico sulla materia. La volontà è quella di avvicinare non quella di allontanare senza però con questo banalizzare o risultare superficiali.

Le puntate prevedono una breve anteprima presso l’Hotel de la Ville (gioiello di Rocco Forte ispirato proprio al Grand Tour) dove i protagonisti, che idealmente qui vivono, si preparano al tema della puntata insieme a Christopher DiCas, assistente al ricercatore di meraviglie, una sorta di narratore ispirato dagli aforismi di Fabrizio Caramagna, il “ricercatore di meraviglie”. Da lì, utilizzando una bici interamente fatta mano (simbolo di libertà, emancipazione femminile, sostenibilità ambientale, ecc.) i protagonisti raggiungono Rhinoceros (nella prima puntata) e la Real Academia de Espana (dalla seconda in poi).

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